Le ceneri di Atene

Il giorno dopo i grandi incendi, decido di fare un breve giro per il centro di Atene. Purtroppo non è la prima volta, da quando vivo qui, che mi avventuro nel centro devastato dopo una manifestazione sfociata in violenze. Come le altre volte, nell’aria ancora aleggia l’inconfondibile afrore dei fumogeni e come sempre la piazza Syntagma e i suoi dintorni sono un avvilente spettacolo di marmi distrutti (li usano poi come i nostri sampietrini), vetrine infrante e negozi saccheggiati. Nel 2008 era anche stato bruciato qualche negozio – e ovviamente banche.
Ma questa volta è diverso: nell’area antistante l’università ci sono facciate annerite e pompieri ancora all’opera; allarmi impazziti suonano monotoni e rendono l’atmosfera ancora più surreale e cupa, post bellica.
Gli ateniesi guardano increduli, fanno fotografie, o passano lanciando occhiate tristi. I meno avviliti sembrano gli impiegati delle banche distrutte che sorseggiano caffè e pregustano uno o più giorni di inattività.

Lo spettacolo più triste è il vecchio e glorioso cinema Attikon in cenere. Era un punto di riferimento per gli ateniesi, almeno fino all’avvento dei multisala. Comunque esecitava ancora il suo fascino, nel suo edificio neoclassico che lo ospitava. Ora l’intera costruzione sembra che sia stata colpita da una bomba, e non è un’esagerazione: finestre cave da cui si intravedono solo assi annerite, l’intero piano superiore è collassato e giace carbonizzato e fumante, e in tutto quel nero distingui solo le strisce gialle dei pompieri che si danno da fare in quello che fino a ieri sera era l’atrio.

Ma le conseguenze ancora più dure di quello che è accaduto ieri sera verranno dal nuovo memorandum votato dal Parlamento. Tra i vari effetti, oltre al ben noto licenziamento di 150 mila dipendenti pubblici entro il 2015, la diminuzione del 22% su tutti i salari (31% per chi ha meno di 25 anni) e senza rinnovo dei vari contratti di categoria (scadono il 31 dicembre 2012): questo significa che il mercato del lavoro diventerà una giungla e ogni datore di lavoro sarà libero di agire a sua discrezione.

Ciliegina sulla torta, l’abominevole classe politica greca ha pensato bene di fare le elezioni politiche entro il prossimo aprile, chiamando i cittadini a votare per uno dei due partiti che li ha fatti arrivare a questo punto (non senza, devo dire, il loro consenso), e soprattutto facendo tornare il paese in un clima di incertezza politica ed estrema (ulteriore) vulnerabilità.

Gli dei hanno abbandonato la Grecia da secoli, e si vede.

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3 thoughts on “Le ceneri di Atene

  1. Anonimo ha detto:

    La tua descrizione lascia poco spazio all’immaginazione, e certo quello che si vede non è il fascino delle rovine o la nazione che aveva chiamato in Grecia Byron, così come molti artisti, poeti e letterati. L’intero sistema occidentale, più o meno dichiaratamente è sotto assedio, e non so nemmeno se si possa dire “spes ultima dea”.

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