Italia e Grecia: una faccia, due crisi

In questo periodo penso alle analogie e alle differenze tra la crisi greca (che sto vivendo da vicino e di cui ho parlato spesso) e quella italiana (che guardo a distanza, ma seguo attentamente). A parte le differenze che tutti sanno (su tutte: l’Italia è un paese più industrializzato e può contare su esportazioni e un sistema produttivo che danno più garanzie ai creditori), ci sono alcuni elementi comuni ma elaborati in maniera differente:

Governi tecnici
Apparentemente ambedue i paesi si sono affidati ad un governo tecnico, ma quello greco di fatto non lo è: se infatti il primo ministro Papadimos è l’ex vice presidente della BCE, ministri e sottosegretari sono rigorosamente uomini di partito, espressione dei tre partiti che supportano (tra mille dubbi, scricchiolii interni e aperte polemiche) l’esecutivo: il Partito Socialista (PASOK), Nea Democratia (centro-destra) e Laòs (estrema destra).
Non a caso, il ministro delle finanze è lo stesso dell’ultimo periodo Papandreou, cioè quel Venizelos chiamato dal leader del PASOK a risanare in extremis una situazione che era già compromessa.

Questa composizione sostanzialmente partitica del governo, congiuntamente all’annuncio delle prossime elezioni previste per il prossimo aprile, ha ovviamente portato ad un immobilismo maggiore di quanto non sia accaduto in Italia, dove Monti e i suoi tecnici non devono rendere conto a nessun elettore e si muovono con più spregiudicatezza e agio. In Grecia invece ogni passo si trascina dietro polemiche interne ed esterne, l’atmosfera di campagna elettorale non giova a nessuno e il primo ministro Papadimos è legato a logiche partitiche e di potere che gli danno una libertà di movimento e decisionale molto limitata.

Ma a mio parere c’è un’altra differenza tra la crisi italiana e quella greca. La seconda è scoppiata già da due-tre anni, portando alle dimissioni di due governi e ad una serie di misure pesantissime per la popolazione, con famiglie che si sono trovate con le entrate più che dimezzate (se non azzerate) e un tessuto sociale sventrato sotto ogni punto di vista (proprio ieri la notizia che dal novembre 2011 la disoccupazione ha superato la soglia del 20% e c’è chi dice che ogni giorno perdano il lavoro 5000 – sì cinquemila – cittadini greci).
La crisi italiana invece è ancora in una fase latente: negata per mesi e mesi da Berlusconi e i suoi complici e arginata in qualche modo dalle misure di Monti, non ha ancora avuto un impatto troppo devastante (ma nel dettaglio le situazioni critiche sono evidenti) né ancora le contromosse di Monti sono state applicate concretamente. Proprio oggi la notizia che il cosiddetto decreto Salva-Italia avrà vita dura in fase di dibattito parlamentare, mentre l’altroieri, a CaterpillarAM, Tito Boeri, uno dei più grandi economisti italiani (che infatti lavora in USA) diceva che da 1 a 10 per ora Monti ha fatto 4, senza peraltro avere risultati veramente tangibili, se non una fiducia generale che sicuramente è un buon viatico, ma dovrà essere messa alla prova dei fatti.

Insomma, se Atene piange, Roma non ha molti motivi per ridere, o almeno non troppo presto.

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3 pensieri su “Italia e Grecia: una faccia, due crisi

  1. Gävle 110802Ship ohoy, Insa, Frauke, Mercè and Micha! I hope you’ve had a nice trip to Mariehamn. Don’t miss to visit the 4-m barque &lroeo;Pqmmurn&aaquo;! It was built in Glasgow 1903 for B Werke & Söhne in Hamburg.If you happen to meet the former head of the maritime museum, Göte Sundberg, give him my regards.I will send you photos from Gävle to Micha’s and Mercès e-mail address.Ingvar

  2. noi siamo agli inizi di un lungo tunnel ma viviamo in una calma apparente chiamala finta tregua bolla di fragile speranza a cui la maggioranza si aggrappa come il filo dell’aquilone che ti porti lontano perche’ non vuoi vedere anzi si’ solo cio’ che vuoi …e pochi sono consapevoli che se non cambia in modo deciso il passo della nostra economia( ma come puo’?) il vuoto tra l’artificio di continue inezioni di liquidita’ al sistema e spostamenti di debito privato al pubblico come giochi di palla creera’ le basi di un’altro crollo piu’pesante e terribile nelle sue conseguenze…

    • thanks for sharing that pic of John’s cake ~ those are my sentiments exactly ~ life would be drag without horses ~ i can”t remember NOT having one or two ~ right now there are three ~ it keeps me broke but I wo2lnd&#82u1;t enjoy the money on anything else ~ love you Zen !!!

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