il referendum? Tutta una finta…

Quello di oggi sembra essere un giorno storico per la Grecia (e forse non solo) o almeno in questo modo lo stanno vivendo i greci. Vorrei quindi seguirlo in diretta da qui, condividendolo con voi.

Ore 20,15: conclude il suo discorso Antonios Samaras, leader del maggior partito di opposizione. Un discorso dai toni duri nei confronti di Papandreou, di cui chiede le dimissioni. “Non eravamo e non siamo contro le misure per evitare il default, eravamo e siamo contro la politica fallimentare del governo che sta riportando il paese alla dracma. Non voglio alzare i toni, ma non accetto che si propongano referendum contro l’euro, perché era di questo che si sarebbe trattato: un ricatto nei confronti del popolo greco”.

Sale a parlare di nuovo Venizelos ed esordisce esprimendo rammarico per la posizione di Nea Democratia, “molto diversa da quella di appena poche ore fa, in cui Samaras si diceva disposto a collaborare”.
Gli analisti non credono che già da domani sera Giorgos Papandreou sarà ancora il primo ministro greco.

Ore 18,35: Giorgios Papandreou ha appena finito il suo discorso grondante retorica e buone intenzioni. I punti salienti:
– oggi è un grande giorno per la Grecia: il giorno in cui si volterà pagina, si cambierà mentalità, perché gli stati non falliscono, falliscono le mentalità;

– il referendum non era mirato al rifiuto o meno dell’euro, ma al rifiuto o meno degli accordi del26 ottobre;

– non è possibile che decidano i mercati e non i governi, e non i popoli: il referendum era il segno che avremmo dato importanza e peso al parere del popolo greco;

E via di questo passo. Ora parla Venizelos, il ministro delle finanze, che appoggia la linea del primo ministro.

Ore 15,30: Giorgios Papandreou, rivolgendosi proprio in queste ore al Parlamento, ha affermato che il referendum è stata una “necessaria minaccia” per costringere il suo principale avversario Antonios Samaràs ad “assumersi le sue responsabilità”. Quali responsabilità? Da una parte riconoscere che il taglio di 100 miliardi di euro era necessario e dall’altra riconoscere la necessità di un governo di salvezza nazionale costituito dai due maggiori partiti, il socialista Pasok e il liberista Nea Democratia.

Questo significa dimissioni? Sembra di no (anche se fonti riportate anche dalla BBC parlavano già di un probabile governo tecnico guidato da Lucas Papadimo, vicepresidente – non un caso, penso – della Bce); ma sicuramente significa che il famigerato referendum non si farà. E le borse, sembra, già hanno accolto con un rialzo la dichiarazione.
Resta il fatto di aver causato il collasso delle Borse europee, con ben1,3 trilioni di dollari bruciati in una giornata, tutto questo solo per minacciare il tuo avversario politico.
Una parlamentare europea greca ha dichiarato alla tv, testualmente: “solo un malato di mente poteva fare una cosa del genere”.

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5 pensieri su “il referendum? Tutta una finta…

  1. Causeperse ha detto:

    Credo tu abbia mal inteso, ho detto proprio il contrario. Mi sembra che dall’articolo emerga un’antipatia verso Papandreou. Ed io ritengo che non se la meriti (ma io non vivo in Grecia e potrei sbagliarmi).

    Per quanto riguarda il fatto che i “vertici la facciano sempre franca” mi pare sbagliato arrenderci a questa situazione. Non si possono subire questo tipo di ingiustizie pensando che “è così che va il mondo”.

    Non c’è una sola scelta, e neppure è la migliore: http://www.fotolog.com/duckandcover/

    • marco ha detto:

      Scusami, sono io che ho scritto male alla fine, volevo dire ostilita’. Sinceramente non ho simpatia per nessuno di questi politici greci che hanno portato allo sfacelo, scientemente, un’intera nazione. In questo post, poi, stigmatizzavo soprattutto la retorica di Papandreou, il quale ricorreva a frasi fatte e d’effetto quando fino a pochi mesi fa diceva “i soldi ci sono” e ostentava sicumera.
      Se leggi il post successivo, gli riconosco addirittura una certa scaltrezza politica.
      Samaras invece (leader del centro destra) e’ l’ultimo che dovrebbe parlare, visto che il suo partito ha guidato la Grecia negli ultimi decisivi 6 anni, in cui ne hanno combinate anche loro di tutti i colori, invece che rimediare ai guai che avevano combinato i socialisti negli anni precedenti.

  2. Causeperse ha detto:

    Devo ammettere che la situazione greca non la conosco, quindi anche le mie affermazioni devono essere intese più come domande.

    Dal post mi sembra emergere una certa insofferenza verso l’ex premier Giorgios Papandreou.
    Chi è Antonios Samaras? Uno di destra? Magari uno di quelli che hanno governato la Grecia fino nella precedente legislazione? (Sinceramente, sono domande, non conosco queste persone).

    Quello che mi lascia sconcertato dalla crisi greca è la totale rimozione del fatto scatenante: il governo di centro destra ha falsificato i bilanci che ha mostrato all’Europa, presentando una situazione del debito totalmente diversa da quella reale. (o forse mi sbaglio?).

    Ma perché non sono stati presi dei provvedimenti verso questi personaggi? (sono stati presi o sono a piede libero?) Secondo me dopo aver fatto una cosa del genere devono essere processati per direttisima e frsi 100 anni di galera a pane e acqua.

    E i funzionari europei che si sono fatti “gabbare” dai bilanci greci presentati? (ok, su una cosa sono certo, sapevano ma su ordine della tecnocrazia hanno fatto finta di non vedere) Dico, sono stati licenziati o sono ancora al loro posto? chi sono? chi gli ha messi? che provvedimenti subiranno?

    Ecco, sono totalmente fuori strada secondo lei?

    Tenete duro!

    • marco ha detto:

      Non sei per niente fuori strada, ma penso che anche tu sappia bene che chi ci va di mezzo non sono mai i vertici.
      Detto questo, mi spiace che nel post si legga una certa simpatia per Papandreou, perché non è così.
      Εστάλη από τη συσκευή μου BlackBerry®

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