miti, mistici e mistificazioni

Vedere oggi Barack Hussein Obama, premio Nobel per la Pace 2010, annunciare trionfante che “giustizia è stata fatta” in quanto Osama Bin Laden è stato ucciso (ma l’aveva detto già G.Bush 8 anni fa…), ha coronato in maniera tristemente perfetta la percezione che avevo sin da venerdì di una progressiva medievalizzazione mentale e sociale del mondo contemporaneo.

Venerdì erano le nozze della coppia reale inglese e in fondo, il principe che sposa Cenerentola e la porta via in carrozza tra la folla festante e commossa faceva più favola che altro, quel folklore un po’ edulcorato e mieloso che sarebbe anche innocuo, anche se fino a un certo punto.

Poi domenica tutti in piazza S.Pietro ad acclamare la beatificazione del papa già santo honoris causa con tanto di ostensione del suo sangue. Milioni in veglia di preghiera e poi ad accalcarsi  tra pianti e invocazioni per dimostrare la propria fede (in diversi modi, a quanto pare).

Il tutto, preciso, nel 2011 d.C.

Infine, ciliegina sulla torta, il buon Obama, di cui sopra. Anch’egli in qualche modo santificato già prima di essere uomo da una certa sinistra tanto vogliosa (e bisognosa) di miti da prenderli ormai a scatola chiusa, suggestionando a quanto pare anche i saggi di Stoccolma, che forse oggi non sarebbero così sicuri di quel premio Nobel dato sulla fiducia.

Le folle: festante e chiassosamente romantica quella di Londra, pia e commossa quella di Roma, esultante e patriottica quella americana, con bandiere americane sventolanti allo spettacolo del simulacro del Diavolo bruciato in piazza.

Non so a voi, ma a me questa idolatria di simboli, questa concezione del mondo tra Liala, Padre Pio e Terminator, questo rifugiarsi nella favola, nel mistico e nella mistificazione, fa paura.

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5 thoughts on “miti, mistici e mistificazioni

  1. Sottoscrivo l’analisi, ma non ravvedo nessuna novità. Ma siamo dinnanzi a un fenomeno antico come l’umanità. Folle, simboli, bandiere, vessilli, pupazzi, archetipi, sangue, sogni, congegni irrazonali di questo tipo che muovono le masse esistono più o meno da quando esistono anche le città. Da sempre cioè.

      • jung per tanti versi è quello che mi ha convinto di più. Certe cose, fissazioni, paure, piccole apocalissi della psiche, sono identiche in tutte le latitudini dell’umanità fin dalla notte dei tempi, solo che secolo dopo secolo cambiano di abito, si trasformano un po’, cambiano pelle, ma nella sostanza sono sempre quelle. Se ne possono ravvisare le stesse identiche tracce in tutte le latitudini della civiltà umana. Tramandate nell’arte vascolare della civiltà imperiale cinese, nei riti funebri delle comunità villanoviane, nelle maschere teatrali della roma repubblicana, nella poesia italiana degli anni 50 o nella comunicazione di massa dell’america di obama.. poi oh, su come procede la storia, il dibattito è aperto

  2. Hai proprio ragione. Anche io oggi pensavo a questa medioevalizzazione del mondo. Scandaloso come non ci si renda conto di quello che sta avvenendo.

    Ho pensato che anche l’America – per invidia – avesse bisogno della propria festa. Festa a Londra, festa a Roma (e perfino in Polonia), ergo..festa a New York & Washington…

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