Crisi? Rilassati, siamo in Grecia!

Nonostante le austere misure di Papandreou, la Grecia non uscirà facilmente dalla crisi che l’attanaglia ormai da più di due anni (se mai ne uscirà). Tuttavia la situazione non sembra preoccupare molto il personale della banca di mia moglie.

Il fatto: oggi Maysa, mia moglie, è andata alla sua banca qui ad Atene per chiudere il suo conto e aprirne un altro in una banca differente, che dà interessi più alti. Andiamo tutti e due lì verso le 8.15, convinti di fare una cosa rapida – anche perché poi io devo andare a lavorare. Alla cassa ci accoglie una ragazza che nasconde appena in tempo un croissant (al cioccolato, mi pare) e ci dice gentilmente ma senza il minimo rammarico: “I computer ancora non funzionano. Se però volete, potete ritirare i soldi oggi e chiudere il conto un altro giorno. Rivolgetevi al direttore”. E indica un signore seduto alla scrivania  poco più in là.

Ci rivolgiamo al direttore, che ci dice la stessa cosa. “Il sistema operativo oggi non funziona ancora, credo si sbloccherà verso le 9. Vi offro qualcosa? Un caffè, magari?”.
Io e mia moglie ci guardiamo tra lo sbigottito e il divertito: a me viene voglia di controllare se siamo entrati in un caffè invece che in una banca.
In effetti, all’altra scrivania, un’altra impiegata si intrattiene amabilmente con un anziano che non ha assolutamente l’aspetto di uno alle prese con questioni bancarie. Quando passa la cassiera le grida: “Maria, ma come sei dimagrita, sei bellissima!” e la cassiera sorride, orgogliosa probabilmente dell’efficacia della sua dieta.

Poi arriva un altro, anche questo un cliente fisso, a quanto pare, perché il direttore lo chiama per nome e gli dice sorridendo “il sistema non funziona fino alle 9, se non hai fretta siediti, dai”.
Il cliente non ha fretta. Si mette comodo e inizia a trafficare con il suo cellulare.
Prima o poi mi aspetto che la cassiera torni con un vassoio di tè e pasticcini, o meglio caffè greco e tiropite.
Il direttore intanto traffica con il suo computer, ma non sa dirci con precisione quando avremo i nostri soldi, ma si rivela più interessato alla piccola Sofia che dal marsupio si guarda intorno anche lei piuttosto basìta. Ci chiede (il direttore) quanti mesi ha (la nostra bambina) e siccome anche lui ha un marmocchio di qualche mese e uno più grande è molto interessato al nostro modo di gestire la prole. Addirittura chiede a mia moglie se allatta ancora al seno.
Insomma, un simpaticone, ma intanto sono le 8.40 e io dovrei essere già nei pressi dell’ufficio mentre invece mi trovo ancora a 7 km di distanza.
Annuncio che me ne vado. Lui non fa una piega, saluta cordialmente e poi si rivolge a mia moglie: “E’ sicura che non vuole niente da bere, mentre aspetta?”

Esco dalla banca (sì, è proprio una banca, lo dice anche l’insegna) con la sensazione che la crisi qui in Grecia non durerà poco, né lo sviluppo è molto vicino. Metto le cuffie e sento un po’ di radio. Il dj dice alla dj: “il fine settimana si prevedono 25 gradi. Domani me ne vado a vedere l’Egeo bevendo una birretta o un ouzo, cosa c’è di meglio?”

Ma sì, cosa c’è di meglio. La Merkel, lei, mica ce l’ha l’Egeo.

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