traffico simbolico e reale

In questo periodo si parla – di nuovo, ma si tratta di uno di quegli argomenti che tornano ciclicamente – di blocchi del traffico, stop alle auto, di polveri sottili a livelli record e via dicendo. Sono argomenti che ogni tanto vengono riesumati, come si fa con il ritorno a scuola a settembre (“anno nuovo, vecchi problemi” è il titolo evergreen), o con l’esodo di ferragosto o cosa mangeremo a capodanno. Insomma, il giornalismo funziona così. Fatto sta che gli amministratori ci cascano e fanno anche essi come i giornalisti, rispondendo con la solita minestra riscaldata: il blocco del traffico. Di domenica, ovvio, perché gli altri giorni il traffico c’è davvero.
Ora, io ieri, guardando Rainews24 (l’unico canale Rai che non mi sia indigesto), mi sono trovato nella scomoda posizione di dover dare ragione a uno della Lega. Che diceva, in pratica: se il blocco del traffico è un qualcosa di simbolico per sensibilizzare le coscienze, siamo d’accordo e facciamolo, ma si dica e si sappia che come misura ha un quoziente di efficienza pari a zero, dato che, appunto, la domenica il traffico è quasi nullo e anzi chi si muove lo fa proprio per uscire almeno un giorno dal grigiore cittadino. Se non si attua una politica d’intervento concreta in questo senso, si rimane solo sulla superficie, con misure più d’impatto mediatico che altro.
Se ci è arrivato un leghista, dico io, come può non arrivarci un essere umano raziocinante?
Personalmente, penso che il problema non sia da affrontare dal punto di vista politico, ma da quello prettamente pedagogico-educativo. E’ inutile fare crociate contro l’inquinamento quando i messaggi che la società riceve e assorbe quotidianamente vanno verso tutt’altra direzione. Il culto dell’auto – ma dell’auto veloce, grande, costosa – continua a imperversare e a fare proseliti. Se uno diventa milionario alla lotteria pensa subito alla macchina che comprerà, non certo a installare i pannelli solari sulla propria casa; chi va in palestra anche una volta al giorno, ci va ovviamente in auto anche se abita a poche centinaia di metri e in palestra cosa fa? Passa mezz’ora a CAMMINARE.
A camminare. Ripeto: a camminare. Lo so perché li vedo con i miei occhi, è da anni che li vedo. E ogni volta li guardo come chi osserva un calabrone sbattere insistentemente sulla luce che lo abbaglia.
C’è qualcosa che funziona in modo del tutto asincrono nel cervello, nell’animo, nella razionalità umana. Ed è su questo qualcosa che in fondo fanno leva i politici, i pubblicitari, gli esperti di marketing, gli stilisti. E gli amministratori che dichiarano stop alle auto la domenica per combattere l’inquinamento.

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