la compassione dei neuroni

No, non è il titolo di un libro tipo “La solitudine dei numeri primi” o cose del genere, è quello che mi è venuto in mente guardando questo interessante video (uno dei tanti che sgorgano dall’inesauribile fonte di TED). La compassione (nel senso etimologico di cumpati, cioè condividere insieme a qualcuno la stessa sua sofferenza) non è un qualcosa di indotto, ma di neuronale, quindi quanto di piu’ naturale e, oserei dire, “chimico” possibile. Questi “neuroni Ghandi”, come li chiama genialmente il neuroscienziato Vilayanur Ramachandran, sono attivi in ogni essere umano, anche il piu’ apparentemente insensibile, anche il piu’ crudele.
I buddisti dicono che dentro ognuno di noi c’è un potenziale Budda; la neuroscienza in pratica conferma, sotto un altro punto di vista, questa convinzione.
Non so se ciò possa dare uno spiraglio di speranza (sinceramente ne dubito), ma sicuramente è interessante.

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