un uomo onesto, un uomo probo…

Qualche tempo fa, comprando un piccolo album da colorare per mia figlia (prezzo 2,5 euro), ho pagato con 10 euro. Il commesso della libreria, distrattamente, mi ha dato come resto un’altra banconota da 10 euro piu’ 2,5 euro. Evidentemente pensava di darmi una banconota da 5 piu’ quelle monete, così che il resto, secondo lui, era davvero di sette euro e mezzo, come avrebbe dovuto essere. Invece in pratica ha pagato lui l’album di mia figlia, mentre io mi sono ritrovato nel portafoglio non solo i 10 euro che gli avevo dato, ma anche 2,5 euro in piu’ di quando ero entrato in libreria.
Devo dire che mi sono accorto dell’errore dopo poco (anche io sono piuttosto distratto, ma evidentemente meno del commesso), ma avevo comunque tutto il tempo per tornare indietro e chiarire l’errore. Ma non l’ho fatto. Eppure mi reputo una persona onesta. Per dire, una volta ho trovato un portafoglio per terra e l’ho consegnato ad una pattuglia della polizia.
Certo, ho fatto i miei furtarelli da ragazzo, ma suvvia, poca roba. E poi, mica cose fatue: due fascicoli d’arte, uno su Chagall e l’altro su Kandinsky. Tante altre volte avrei potuto approffittare dell’occasione e invece… E che dire di quella volta che ho pagato un panino e una birra con 50mila lire e sono andato via dimenticandomi di prendere il resto? Il cassiere mi ha forse richiamato indietro? No: mi ha fatto pagare la mia distrazione. Così imparo. Bravo, ben fatto. E non posso quindi io espletare la mia funzione pedagogica nei confronti del commesso, tanto piu’ che qui parliamo di una cifra irrisoria, due euro e mezzo, mica oltre 40mila lire(quindi oltre 20 euro) come nel mio caso. Beh, ma se la cifra è tanto irrisoria perché non tornare indietro e chiarire l’errore?
Ma proprio perché è così irrisoria per lui non sarà una gran perdita e io, insomma, per me tutto fa brodo, di questi tempi e con lo stipendio che mi ritrovo. E poi su, perché pensarci troppo, c’è chi ruba milioni tramite speculazioni finanziarie e io mi faccio problemi per 2 euro e mezzo? … Eh ma magari lo speculatore sarebbe tornato indietro. Certo, per lui 2 euro e mezzo cosa vuoi che siano. A lui interessano cifre con molti piu’ zeri. Lui, al posto mio, quel portafoglio mica lo avrebbe restituito. O sì? E io, se sapessi speculare in borsa, lo farei? Ma che domande che ti fai, proprio assurde. Tu non speculerai mai in borsa, né lui comprerà mai un misero album da due euri e mezzo a sua figlia, punto e basta.
Certo che però sei andato contro tutti i tuoi principi tanto sbandierati. E poi per due euro e mezzo. Ecco, se fossero stati 5 euro, li avresti ridati? O saresti stato ancora piu’ soddisfatto per averci guadagnato di piu’?
C’è una cifra oltre la quale il tuo Super-io freudiano, contento di agire secondo l’etica sociale, avrebbe reagito sdegnato? Beh, nel caso del portafoglio sì. Non mi ricordo quanto c’era, mi sembra una trentina di euro, avrei potuto prenderli e restituire il portafoglio vuoto, ma non l’ho fatto. O forse è stato così perché, anche in quel caso ma in maniera opposta, la cifra ti è sembrata troppo esigua per un furto “soddisfaciente”?

E voi? Come avreste reagito? Come AVETE reagito, in situazioni analoghe?

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6 pensieri su “un uomo onesto, un uomo probo…

  1. Si vabè, dai, non appesantire la tua coscienza oltremisura: pensa alle porcherie che hanno sempre fatto i rivoluzionari di tutto il mondo, altro che i tuoi due euro e mezzo 🙂 Se ti capita di andare a cena fuori e incontri un cameriere in gamba, lasciagli quei due euro e cinquanta di mancia: moneycrossing…
    Per il passato: si, ma in costa azzurra ce li godemmo noi; e comunque io devo solo stare zitto, che gli amichetti di scuola, come sai, evitavano di venire alla standa con me per paura di farsi beccare… 😦

  2. groucho ha detto:

    Ah, dimenticavo: è proprio perché la penso esattamente come Paolo che questo “furto” mi pesa alquanto sulla coscienza. Non come entità della cifra, ovviamente, ma come gesto.

  3. groucho ha detto:

    @elisa: un paio di volte è capitato anche ame di “restituire il maltolto” o, meglio, far notare un errore nei calcoli. E devo dire che la faccia dell’altro era tra lo stupito/stranito e il riconoscente.
    @paolo: prima di tutto grazie per farmi sentire una merda 🙂 In secondo luogo ti dò perfettamente ragione, anche secondo me l’unica grande rivoluzione che ci rimane è quella dei picocli gesti quotidiani che, forse, almeno in parte, possono fungere da “buon esempio” per dimostrare che un altro mondo è possibile, o almeno un altro modo di ragionare, e di essere.
    Comunque ti ricordo che l’errore della banca di Londra se lo godette solo Luca, buon per lui 😉
    @Ludovica: non ne dubitavo.

  4. paolo ha detto:

    a parte che io e te ce ne siamo andati da una Banca di Londra alla chetichella dopo che un cassiere, poveretto, ci aveva cambiato una manciata di scellini austriaci credendoli dollari australiani… e che in costa azzurra è accaduta una cosa simile sempre a noi due (ok, le banche va bene gabbarle, sono d’accordo, e cerco di convincermi del fatto che eravamo troppo giovani per pensare alla ritorsione dell’azienda sui poveri cassieri)… a parte questo, dicevo, credo che l’arrogante tendenza a rubare, fregare, truffare, agire dietro le spalle di questi dannati tempi abbia una conseguenza positiva: il gusto, per quei pochi che non si riconoscono nell’etica imperante, di essere onesti fino in fondo.
    Essere onesti è diventata una forma di resistenza sociale: sono gli onesti i veri malviventi, quelli che agiscono contro i principi comuni, vanno controcorrente, fanno guerriglia, creano comunità “diverse”.
    Parlo appunto dell’onestà spicciola, quella che ti spinge a restituire qualcosa e a godere dello sguardo sgomento dell’altra persona che, forse, avrà qualche rimorso in più dovesse capitare a lei…
    Quindi, per come la vedo io, non è più una questione di morale individuale. Anche colui che un tempo si sarebbe goduto il malloppo, è costretto ad andare contro il proprio istinto e ad essere onesto, perché la rivoluzione lo richiede 🙂
    … poi vabè, 2 euro e mezzo al supermercato forse anche il che Guevara degli onesti se li sarebbe tenuti, tanta è la voglia di uscire da quel posto in fretta 😉

  5. elisa - naima ha detto:

    una volta la cassiera del supermercato mi ha dato dei soldi in più di resto. non ricordo quanti fossero ma non grandi cifre. la mia reazione, dopo essermene subito accorta, è stata quella di dire ‘no guarda che mi hai dato più resto del dovuto’ ed è iniziata una trafila lunghissima fatta di ‘ma no, lei mi ha dato un biglietto da 20 e uno da 5’, ed io ‘no, guardi che le ho dato uno da 10, uno da 5 e degli spiccioli’ e avanti così per quei 10 minuti buoni a veder il resto della gente in fila spazientirsi.
    alla fine ne siamo venute a capo, ma è costato parecchio…agli altri:)

    non so cosa farei nel caso di grosse cifre, forse andrei per simpatia anche se credo che restituirei comunque qualsiasi somma sapendo il disagio che mi comporta il poterla fare franca a scapito di altri.

    in conclusione: mi piacerebbe trovare una grossa somma e ringraziare il karma di avermi fatto trovare un tesoretto, ma allo stesso tempo non mi piacerebbe dover fare i conti con gli innumerevoli scrupoli che inevitabilmente mi assalirebbero 🙂

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