nostalgia di suoni strani

A chi mi chiede cosa mi manca dell’Italia rispondo spesso in modo vago, non insincero, ma parziale, impreciso: gli amici, certo, la famiglia, il cibo (certo cibo), i paesini. Ma sono assenze ovvie, cui si fa il callo, volenti o nolenti. Le si mette in conto quando si parte e ancor più quando di decide di restare.
Diverso è dire che mi manca il dialetto. Non il mio in particolare (o non solo), ma il dialetto in generale, gli accenti e le inflessioni diverse da ascoltare, da riconoscere, da assaporare. Una delle ricchezze dell’Italia sta nella sua lingua tanto ricca nelle sue sfumature e nelle sue derivazioni, capaci di cambiare dopo appena pochi chilometri.
Vivere all’estero ti priva di molte cose, ma io sento sempre più spesso ormai quasi solo questa: questo viaggio linguistico continuo, dove le volgarità si alternano alle arguzie, alle battute salaci, geniali.
E ogni volta che torno in Italia le cerco, tendo le orecchie e sorrido ogni volta che le capto.

Fateci caso, quando vi capita.

About marco

Sui 40 (passati). Molti viaggi (ultimamente più per lavoro), parecchi traslochi (in varie parti del Mediteranneo), parecchi lavori. Da un po' mi sono stabilizzato sotto diversi aspetti, ma non si può mai dire. Amo i libri e internet (e le parentesi, come è evidente), cercando di non dimenticarmi di essere marito e padre.
Questo articolo è stato pubblicato in riflessioni superflue, Senza Categoria ed etichettato con , , . Includi tra i preferiti il permalink.

Una risposta a nostalgia di suoni strani

  1. Elena_Brazil scrive:

    Ti capisco… sono expat da 18 anni… :) )

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s